Allora, scusate dove eravamo arrivati?
E’ passato un po’ di tempo e devo riordinare i ricordi..mi farò aiutare dalle foto.
Sì il leone era un maschio come si potrà notare dagli attributi. Cosa ci fa sull’albero? Vorrebbero saperlo anche gli etologi.. Normalmente i leoni non vanno sugli alberi ma in Tanzania Nel parco del lago Manyara questo è invece una loro caratteristica. Il motivo più probabile è che abbiamo imparato a salire sugli alberi per evitare mosche, zanzare e ogni tipo di insetto che prolifica dove ci stanno le cacche e gli escrementi degli animali. Infastiditi dalla cosa avrebbero imparato che sugli alberi le cacche non ci stanno!! Inoltre qualcuno insiste sul fatto che oltre a quanto detto prima, avrebbero imparato a usare l’albero come postazione per perlustrare il territorio sottostante con il vantaggio dell’altezza. Andrea Maggi del Rhino River Camp ci diceva che solo da un paio di anni i –pochi per la verità- leoni del Meru avrebbero sviluppato questa caratteristica. Forse qualche leone aveva i geni di quelli del Lake Manyara…oppure nell’opera di ripopolamento che ha interessato il Meru, ci stava qualche leone della Tanzania. MAH!!!
In effetti il Meru non è certo famoso per i suoi leoni, ma dovete sapere che è molto “ricco” di leopardi. Se hanno censiti circa 500 che non è poco, ma è una bestia così sfuggente…Il nostro driver che, come potete ben immaginare gira parecchio…, ne avvista solo uno o due al mese!!!
Comunque il terzo giorno diventa spasmodica la voglia di vedere i felini che non abbiamo ancora avvistato.
Giriamo in lungo ed in largo il parco incontrando solo specie già ampiamente viste: giraffe reticolate, struzzi, impala, gazzelle, zebre tanti tipi di uccelli..ma niente leoni né leopardi..nemmeno un piccolo ghepardo.
Poi quando stavamo perdendo la speranza Joel ci zittisce, mentre stiamo attraverso uno dei tanti fiumetti del Meru, sentiamo i tipici gridii dei babbuini. Joel ascolta e ci fa ascoltare, vengono da un boschetto fitto fitto ed è sicuro ci sia il leone, le scimmie gridano in quel modo quando il pericolo è vicino. Ma noi non vediamo niente e nemmeno lui.
Allora aggira il boschetto e ritornando indietro vediamo il boschetto un poco più lontano, ma vediamo bene l’albero dove il leone sta riposando e osservando. Mio marito che non aveva mai visto i leoni sugli alberi rimane esterrefatto. Ecco la storia del nostro leone sull’albero.
Dopo esserci fermati per una ottima colazione in una radura piena di babbuini, dove piantano le tende coloro che vogliono campeggiare, (senza servizi e senza sicurezza!!! Brrrr!!!) giriamo ancora e ancora e troviamo una leonessa proprio lì vicina al sentiero. Sono gli unici due felini avvistati, ma non vorrei come qualcuno fa qui sul portale “mapparli” per avere in un futuro la chance di ritrovarli, la felicità nel vederli dopo tanto girare è immensa……..
Rientriamo al parco dopo aver pranzato – ottimo come al solito- e riposato un poco. Non appena mettiamo le ruote nel sentiero e nella zona tipica dei rhino..cosa vediamo invece?? Un serpente abbastanza lungo da prendere quasi tutta la strada e abbastanza grosso da far tremare mio marito. Joel dice che potrebbe essere un mamba.. Mamba o non mamba, Roby che non dorme molto bene e che ultimamente si sveglia spesso di notte, se ne esce con queste parole: Sicuramente adesso non dormirò nemmeno quel poco che dormo, questa visione di questo serpente mi perseguiterà tutta la notte e penserò di averlo sotto il letto o tra i vestiti!!!!
Esagerato non trovate!!!!
Io sono solo incazzata perché non avevo pronta la macchina fotografica e veloce come …un mamba…si infila nel bush ed addio foto.
Il pomeriggio scorre veloce al Meru e a parte qualche avvistamento di uccelli e i soliti animali, niente più rhino né leoni, tantomeno lo sfuggente leopardo.
La sera ci trova un po’ mogi per via che dobbiamo rientrare l’indomani e dobbiamo fare i bagagli.
L’indomani mattina, mercoledì 11 gennaio, lasciamo il lodge per ritornare all’air strip e nel fare il viaggio inverso Meru-Wilson-Malindi con nostra sorpresa scopriamo che prima di arrivare a Malindi l’aereo andrà a Lamu. Scenderanno diverse persone e altre ne carichiamo. Il paesaggio dall’alto è un gran colpo d’occhio, ma anche se mi sforzo di cercare di capire dove mi trovo, in effetti non ci riesco.
E poi di nuovo in volo eccoti delle gran belle e deserte spiagge,ma scusate, nessuna bella come la long beach davanti al Garoda!!!
Il ritorno ed il rituffarsi nel caos Malindino alla ricerca di cosucce mancanti per la casa –che non troviamo- ci fa rimpiangere il silenzio e la magia del Meru.
Di seguito ancora alcune foto.
Attenzione la leonessa sull’albero è stata fotografata in Tanzania, così come il serpente..visto che qui al Meru non ci sono riuscita.
Fra qualche giorno vediamo se riesco a raccontarvi bene la storia di Joy e George Adamson che nel Meru ci hanno vissuto e lavorato prima di essere uccisi entrambi.
R.
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Antilope giraffa
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