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Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina

luciana luciani- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 1450
Età: 59
Località: malindi
Occupazione/Hobby: general manager
Umore: ottimista ,positiva
Data d'iscrizione: 08.01.11
- Messaggio n°1
Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
marina ,ti auguro una bellissima esperierza,meru e' fantastico vedrai un bacione
e grazie per tutto cio' che farai per loro
e grazie per tutto cio' che farai per loro
jenny bolognese- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 627
Età: 46
Località: cisternino (brindisi) puglia
Occupazione/Hobby: ora....mamma a tempo pieno /leggere, cucinare
Umore: ottimo in kenya
Data d'iscrizione: 30.12.10
- Messaggio n°2
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
buon viaggio Marina e buon lavoro, safari njema


marina napoleone- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 1161
Età: 53
Località: cagliari
Occupazione/Hobby: medico. Animalista fino al midollo
Umore: variabile
Data d'iscrizione: 29.09.10
- Messaggio n°3
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
grazie luciana e grazie jenny ma vi assicuro che sono loro che daranno molto di piu' a me di quanto io non riusciro' a dare loro! Ringrazio il Chaaria hospital di avermi offerto questa grande opportunita' di crescita.Chaaria è un piccolo villaggio situato nel distretto di Gatimbi, che fa parte del Meru. Si trova a circa 400 km a Nord di Nairobi, e confina con il distretto del Tharaka e la strada è sterrata da Meru fino a noi. Circa 25 km, che nella stagione delle piogge diventano quasi impossibili da percorrere a causa del fango.Il Cottolengo Center si trova proprio nel villaggio a 1 km da Chaaria market Il centro, e in modo particolare l’ospedale, è raggiungibile solo con strada sterrata e, trovandosi appunto in una zona rurale dedita quasi esclusivamente all’attività agricola, viene classificato “bush hospital”
Serve un’area molto estesa che comprende 4 distretti (Meru Central, Tharaka, Meru North e Isiolo).
Questo è il diario,pubblicato sul blog (chaariahospital.blogspot.com) di una normale giornata al chaaria
I drammi dell'ignoranza venerdì 20 gennaio 2012
Abbiamo appena finito l’intervento. E’ notte fonda e siamo a pezzi, anche perche’ stamattina le emergenze erano iniziate alle 3.
In tutti noi permane un senso di grande mestizia e depressione, e ci chiediamo come mai debbano ancora succedere cose del genere al giorno d’oggi.
Era iniziato tutto verso le ore 20, quando Miriam e’ entrata nel mio studio durante la mia ultima ecografia: “Mi dispiace, ma non posso lasciarti andare a riposare dopo questo malato. E’ infatti arrivato un prolasso del cordone ombelicale”.
“Oh Santo Cielo, ma il cordone pulsa?”, le chiedo concitato.
“Veramente non ne sono sicura... e’ meglio che vieni a controllare!”
Non mi arrabbio con Miriam, che e’ appena uscita dalla scuola infermieri, perche’ e’ piu’ che normale non abbia tutta quell’esperienza che ti aspetteresti per la gestione di una sala parto oberata come la nostra.
Seguo la mia infermiera e mi trovo davanti una donna molto povera, a giudicare dalle condizioni degli abiti. E’ sporca ed impolverata. La sua statura non supera il metro e trenta, e noto sul suo addome una cicatrice da pregresso cesareo.
Non sento alcuna pulsazione quando afferro il cordone tra pollice ed indice, e decido per una ecografia d’urgenza in sala parto con lo strumento portatile.
La donna suda profusamente, ed e’ in preda a dolori addominali molto sospetti... sono infatti troppo violenti e troppo continui per essere imputabili semplicemente a contrazioni.
L’eco parla chiaro come sempre: il feto e’ morto, ma l’utero e’ rotto. Bisogna quindi aprirla comunque, sperando poi di salvarle l’organo.
Seguono momenti convulsi, in cui io mi dedico alla misurazione dell’emoglobina ed alla determinazione del gruppo e delle prove crociate. Ann invece corre a chiamare Monica e Wilson. Il watchmen fa una scappata fino alla casa di Jesse, e Fr Giancarlo parte “a tutta birra” con l’ambulanza alla volta del domicilio di Kanyua.
Riusciamo ad iniziare molto rapidamente, in quanto tutti erano reperibili al momento della chiamata. Aprendo l’addome, immediatamente ci troviamo immersi un una specie di deja’ vue, molto simile a quanto gia’ successo pochi giorni fa.
Nuovamente ci ritroviamo imbrattati di sangue e coaguli, subito dopo l’apertura del peritoneo... almeno stavolta sappiamo che la donna e’ sieronegativa!
Lavoriamo in una specia di pozzanghera, ed il sangue che si rapprende sulle nostre gambe, ci da’ una spiacevole sensazione di freddo.
Estraiamo il feto morto... ma qui la situazione si fa angosciante.
Ci sono tantissime aderenze che bloccano l’utero al fondo della pelvi... in quella pancia c’e’ sangue dovunque, e non riusciamo a capire da dove provenga; pare un idrante, e per un po’ non possiamo fare altro che aspirare, mentre la nostra ansia continua a salire.
Finalmente riusciamo ad intravvedere qualcosa: la breccia sull’utero e’ enorme, ed ha squarciato l’organo in due.
Prima di comprendere se si puo’ tentare una riparazione o meno, bisogna comunque esporre il campo operatorio. Tagliamo quindi le aderenze e leghiamo le nuove fonti di emorragia.
Le condizioni della paziente rimangono instabili e ci troviamo nella necessita’ di una trasfusione veloce durante l’intervento.
Quando finalmente riusciamo e liberare l’utero, ci rendiamo conto che e’ stato ridotto ad una massa carnosa informe. Ogni volte che ci infiliamo l’ago per una sutura, creiamo una lacerazione peggiore ed un nuovo zampillo emorragico.
“Devo decidere subito. Non c’e’ tempo di tergiversare. Jesse, quanti figlia ha la paziente?”, quasi urlo nella mia angoscia.
“Ne ha uno solo!”
Penso tra me che il figlio unico e’ un dramma in questa cultura, ma non ho alternative. Anche un ovaio e’ praticamente esploso al momento della rottura uterina:
“Cambiamo il piano operatorio. Dobbiamo fare l’isterectomia, se vogliamo tentare di salvarle almeno la vita”.
L’operazione continua per altre due ore piene di tensione e di imprevisti; ma alla fine la donna e’ sveglia e stabile dal punto di vista emodinamico.
Sicuramente e’ viva, e questo e’ gia’ un grande risultato... ma che razza di esistenza avra’ davanti a se’, ora che e’ diventata chirurgicamente sterile?
Uscendo dal reparto operatorio mi trovo davanti l’anziana madre dell’operata, e, quasi senza rendermene conto, scarico su di lei un po’ della tensione accumulata durante l’operazione: “ma non ve lo aveva detto nessuno, dopo il primo cesareo, che la sua costituzione ossea non avrebbe consentito un parto naturale? Perche’ ha provato a partorire a casa?”
La vecchia signora e’ timidissima, come tutti coloro che si rivolgono ad un medico bianco. Il loro senso di timore e riverenza e’ tale, che neppure ti guardano negli occhi: “non lo sapevamo, dottore... o magari non avevamo capito!”
“Ma perche’ lasciarla travagliare per piu’ di venti ore a domicilio! Non vi rendevate conto che le cose andavano male?”
“Si’, dottore, lo vedevamo che qualcosa era storto, ma lei non riusciva a camminare... e noi non avevamo i soldi per pagare un mezzo pubblico!”
“Ma come e’ possibile? La gravidanza dura nove mesi, in cui uno puo’ mettere da parte qualcosa...”.
Ma non riesco a finire la frase... le mie parole mi rimbombano nel cervello immediatamente, e mi paiono inopportune e giudicanti.
Ho pensato subito con vergogna: ‘io non posso sapere quanto sia difficile la vita di qualcuno dei miei pazienti’.
Ho abbassato lo sguardo, che era stato puntato su di lei; mi sono sentito stupido, e le ho semplicemente sussurrato:
“Ti chiedo scusa per quanto ho detto... lo so che non posso capire”.
In quel momento mi si avvicina Miriam, la quale ha sentito tutto, e, senza essere interrogata, mi da’ la sua versione delle cose: “Molti non si rendono conto del pericolo, e vogliono comunque partorire a casa, per risparmiare quattro soldi”.
Io la fisso sconsolato, e faccio un segno di assenso con il capo.
Vorrei dire qualcosa, ma preferisco tenermelo dentro: ‘avra’ pur risparmiato qualche scellino, ma se fosse venuta anche solo ieri, oggi avrebbe ancora l’utero ed un figlio da coccolare. Il calcolo fatto per un ipotetico risparmio, si e’ trasformato in una profondissima perdita che la segnera’ per sempre... quante volte nella vita si fanno errori da cui non e’ poi piu’ possibile recuperare’.
Fr Beppe Gaido
:
Serve un’area molto estesa che comprende 4 distretti (Meru Central, Tharaka, Meru North e Isiolo).
Questo è il diario,pubblicato sul blog (chaariahospital.blogspot.com) di una normale giornata al chaaria
I drammi dell'ignoranza venerdì 20 gennaio 2012
Abbiamo appena finito l’intervento. E’ notte fonda e siamo a pezzi, anche perche’ stamattina le emergenze erano iniziate alle 3.
In tutti noi permane un senso di grande mestizia e depressione, e ci chiediamo come mai debbano ancora succedere cose del genere al giorno d’oggi.
Era iniziato tutto verso le ore 20, quando Miriam e’ entrata nel mio studio durante la mia ultima ecografia: “Mi dispiace, ma non posso lasciarti andare a riposare dopo questo malato. E’ infatti arrivato un prolasso del cordone ombelicale”.
“Oh Santo Cielo, ma il cordone pulsa?”, le chiedo concitato.
“Veramente non ne sono sicura... e’ meglio che vieni a controllare!”
Non mi arrabbio con Miriam, che e’ appena uscita dalla scuola infermieri, perche’ e’ piu’ che normale non abbia tutta quell’esperienza che ti aspetteresti per la gestione di una sala parto oberata come la nostra.
Seguo la mia infermiera e mi trovo davanti una donna molto povera, a giudicare dalle condizioni degli abiti. E’ sporca ed impolverata. La sua statura non supera il metro e trenta, e noto sul suo addome una cicatrice da pregresso cesareo.
Non sento alcuna pulsazione quando afferro il cordone tra pollice ed indice, e decido per una ecografia d’urgenza in sala parto con lo strumento portatile.
La donna suda profusamente, ed e’ in preda a dolori addominali molto sospetti... sono infatti troppo violenti e troppo continui per essere imputabili semplicemente a contrazioni.
L’eco parla chiaro come sempre: il feto e’ morto, ma l’utero e’ rotto. Bisogna quindi aprirla comunque, sperando poi di salvarle l’organo.
Seguono momenti convulsi, in cui io mi dedico alla misurazione dell’emoglobina ed alla determinazione del gruppo e delle prove crociate. Ann invece corre a chiamare Monica e Wilson. Il watchmen fa una scappata fino alla casa di Jesse, e Fr Giancarlo parte “a tutta birra” con l’ambulanza alla volta del domicilio di Kanyua.
Riusciamo ad iniziare molto rapidamente, in quanto tutti erano reperibili al momento della chiamata. Aprendo l’addome, immediatamente ci troviamo immersi un una specie di deja’ vue, molto simile a quanto gia’ successo pochi giorni fa.
Nuovamente ci ritroviamo imbrattati di sangue e coaguli, subito dopo l’apertura del peritoneo... almeno stavolta sappiamo che la donna e’ sieronegativa!
Lavoriamo in una specia di pozzanghera, ed il sangue che si rapprende sulle nostre gambe, ci da’ una spiacevole sensazione di freddo.
Estraiamo il feto morto... ma qui la situazione si fa angosciante.
Ci sono tantissime aderenze che bloccano l’utero al fondo della pelvi... in quella pancia c’e’ sangue dovunque, e non riusciamo a capire da dove provenga; pare un idrante, e per un po’ non possiamo fare altro che aspirare, mentre la nostra ansia continua a salire.
Finalmente riusciamo ad intravvedere qualcosa: la breccia sull’utero e’ enorme, ed ha squarciato l’organo in due.
Prima di comprendere se si puo’ tentare una riparazione o meno, bisogna comunque esporre il campo operatorio. Tagliamo quindi le aderenze e leghiamo le nuove fonti di emorragia.
Le condizioni della paziente rimangono instabili e ci troviamo nella necessita’ di una trasfusione veloce durante l’intervento.
Quando finalmente riusciamo e liberare l’utero, ci rendiamo conto che e’ stato ridotto ad una massa carnosa informe. Ogni volte che ci infiliamo l’ago per una sutura, creiamo una lacerazione peggiore ed un nuovo zampillo emorragico.
“Devo decidere subito. Non c’e’ tempo di tergiversare. Jesse, quanti figlia ha la paziente?”, quasi urlo nella mia angoscia.
“Ne ha uno solo!”
Penso tra me che il figlio unico e’ un dramma in questa cultura, ma non ho alternative. Anche un ovaio e’ praticamente esploso al momento della rottura uterina:
“Cambiamo il piano operatorio. Dobbiamo fare l’isterectomia, se vogliamo tentare di salvarle almeno la vita”.
L’operazione continua per altre due ore piene di tensione e di imprevisti; ma alla fine la donna e’ sveglia e stabile dal punto di vista emodinamico.
Sicuramente e’ viva, e questo e’ gia’ un grande risultato... ma che razza di esistenza avra’ davanti a se’, ora che e’ diventata chirurgicamente sterile?
Uscendo dal reparto operatorio mi trovo davanti l’anziana madre dell’operata, e, quasi senza rendermene conto, scarico su di lei un po’ della tensione accumulata durante l’operazione: “ma non ve lo aveva detto nessuno, dopo il primo cesareo, che la sua costituzione ossea non avrebbe consentito un parto naturale? Perche’ ha provato a partorire a casa?”
La vecchia signora e’ timidissima, come tutti coloro che si rivolgono ad un medico bianco. Il loro senso di timore e riverenza e’ tale, che neppure ti guardano negli occhi: “non lo sapevamo, dottore... o magari non avevamo capito!”
“Ma perche’ lasciarla travagliare per piu’ di venti ore a domicilio! Non vi rendevate conto che le cose andavano male?”
“Si’, dottore, lo vedevamo che qualcosa era storto, ma lei non riusciva a camminare... e noi non avevamo i soldi per pagare un mezzo pubblico!”
“Ma come e’ possibile? La gravidanza dura nove mesi, in cui uno puo’ mettere da parte qualcosa...”.
Ma non riesco a finire la frase... le mie parole mi rimbombano nel cervello immediatamente, e mi paiono inopportune e giudicanti.
Ho pensato subito con vergogna: ‘io non posso sapere quanto sia difficile la vita di qualcuno dei miei pazienti’.
Ho abbassato lo sguardo, che era stato puntato su di lei; mi sono sentito stupido, e le ho semplicemente sussurrato:
“Ti chiedo scusa per quanto ho detto... lo so che non posso capire”.
In quel momento mi si avvicina Miriam, la quale ha sentito tutto, e, senza essere interrogata, mi da’ la sua versione delle cose: “Molti non si rendono conto del pericolo, e vogliono comunque partorire a casa, per risparmiare quattro soldi”.
Io la fisso sconsolato, e faccio un segno di assenso con il capo.
Vorrei dire qualcosa, ma preferisco tenermelo dentro: ‘avra’ pur risparmiato qualche scellino, ma se fosse venuta anche solo ieri, oggi avrebbe ancora l’utero ed un figlio da coccolare. Il calcolo fatto per un ipotetico risparmio, si e’ trasformato in una profondissima perdita che la segnera’ per sempre... quante volte nella vita si fanno errori da cui non e’ poi piu’ possibile recuperare’.
Fr Beppe Gaido
:

luciana luciani- Il kenya è la mia vita

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Località: malindi
Occupazione/Hobby: general manager
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Data d'iscrizione: 08.01.11
- Messaggio n°4
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
marina capisco armati ,perche' sara' dura ,ma questa esperienza ti arricchira',non sono medico,ma li sono sicura capirai ,che il tuo lavoro e' un lavoro sociale,e che poter mettere questo al servizio ,dei piu' deboli,ti gratifichera' tantissimo sei grande

rinuzza- Chiedete pure oramai sono un esperto

Numero di messaggi: 349
Età: 56
Località: varese
Occupazione/Hobby: libera professionista/cinema-viaggi
Umore: solare come il mio segno zodiacale
Data d'iscrizione: 17.10.09
- Messaggio n°5
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
La regione dove andrai cara Marina è di una bellezza incredibile, con le Nyambeni Hills che le fanno da cornice. Molto verde dato la presenza di parecchi fiumi e di piogge che la alimentano. Per quel poco che ho potuto vedere avendo fatto una piccola escursione fuori dal parco, è poverissima e la sussistenza è completamente affidata all'agricoltura di mais soprattutto, ma anche della pianta di marunghi...ci sono file di mais di fagioli di patate intervallate da questa pianta. Quando sono tornata sulla costa e ne ho parlato, mi hanno detto che praticamente la regione del Meru rifornisce di questo leggero allucinogeno tutto il Kenya...
auguri e fai del bene che ne hanno un gran bisogno..
R.
auguri e fai del bene che ne hanno un gran bisogno..
R.

sabri lusu- Numero di messaggi: 199
Età: 43
Occupazione/Hobby: commerciante/pittura/sci/viaggi
Umore: un po' su,un po' giu'
Data d'iscrizione: 09.09.11
- Messaggio n°6
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
Sapete, dopo aver letto il racconto di Marina e altri ancora sul blog del Chaaria Hospital, mi sento tanto,tanto stupida e mi vergogno per la "sofferenza" che provo perche' non so se riusciro' a tornare in Kenya quest'anno, non so quanti clienti mi entreranno domani in negozio, non so,non so....Mi VERGOGNO! Non capiamo quanto,nel nostro piccolo, siamo dei gran privilegiati! Tanti di noi dovrebbero seguire l'esempio di Marina e forse capiremmo che le nostre presunzioni vengono dalla frustrazione e soprattutto dall'ignoranza!!Marina,ti ammiro e ti faccio un enorme in bocca al lupo!!!

Ligeia- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 1410
Età: 55
Località: Roma
Occupazione/Hobby: Direttore Biblioteca Univeristà di Roma "Sapienza, Viaggi, Libri
Umore: Seguire la croce del sud
Data d'iscrizione: 09.02.08
- Messaggio n°7
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
Buona fortuna Marina e scuramente farai un ottimo lavoro perchè l'entusiasmo e la carica che hai la faranno da padroni

marina napoleone- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 1161
Età: 53
Località: cagliari
Occupazione/Hobby: medico. Animalista fino al midollo
Umore: variabile
Data d'iscrizione: 29.09.10
- Messaggio n°8
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
grazie mille al mio ritorno vi aggiornero' sulla bellezza del luogo e sulla mia esperienza ma.....mi dovete sopportare ancora per una settimana!

jenny bolognese- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 627
Età: 46
Località: cisternino (brindisi) puglia
Occupazione/Hobby: ora....mamma a tempo pieno /leggere, cucinare
Umore: ottimo in kenya
Data d'iscrizione: 30.12.10
- Messaggio n°9
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
una settimana!!!
cercheremo di resistere!!!
scherzo ovviamente,busu.
cercheremo di resistere!!!
scherzo ovviamente,busu.

marina napoleone- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 1161
Età: 53
Località: cagliari
Occupazione/Hobby: medico. Animalista fino al midollo
Umore: variabile
Data d'iscrizione: 29.09.10
- Messaggio n°10
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
ahhhhh jenny secondo me hai rubato la battuta a jannis!! é tipica del capo e al capo non si ruba niente ahahahaha

Moma72- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 736
Età: 40
Località: Roma
Occupazione/Hobby: Impiegata
Umore: lunatico...ma in kenya...tutto si trasforma
Data d'iscrizione: 07.09.09
- Messaggio n°11
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
Marina,volevo anch' io augurarti b. viaggio e Maisha marefu x la tua nuova esperienza...!!! Un bacione

jenny bolognese- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 627
Età: 46
Località: cisternino (brindisi) puglia
Occupazione/Hobby: ora....mamma a tempo pieno /leggere, cucinare
Umore: ottimo in kenya
Data d'iscrizione: 30.12.10
- Messaggio n°12
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
chiedo venia Marina, non sapevo fosse una tipica battuta di Jannis, lungi da me l'idea di rubargliela!!!

annemie- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 1660
Età: 67
Località: Bolzano
Data d'iscrizione: 23.10.09
- Messaggio n°13
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina


simone
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Età: 42
Località: pedaso
Data d'iscrizione: 17.12.10
- Messaggio n°14
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
In bocca al lupo marina per tutto e grazie infinite per le tue preziose notizie 

giulia1- MODERATORE


Numero di messaggi: 5368
Età: 66
Località: martellago venezia
Occupazione/Hobby: ora pensionata..cerco volo x Watamu da ottobre a aprile, se il la scheda sarà valida a ottobre il mio n. di cell, kenyota..+254701499783
Umore: positiva,
Data d'iscrizione: 05.07.08
- Messaggio n°15
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
Marina. sei quasi alla partenza, so che hai fortemente voluto questa esperienza e ti auguro che tt vada bene, spero che ti porti il computer, così (se ti avanza tempo) resterai in contatto con noi...
bacioni
bacioni
jenny bolognese- Il kenya è la mia vita

Numero di messaggi: 627
Età: 46
Località: cisternino (brindisi) puglia
Occupazione/Hobby: ora....mamma a tempo pieno /leggere, cucinare
Umore: ottimo in kenya
Data d'iscrizione: 30.12.10
- Messaggio n°16
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
e' gia' passata una settimana??? Marina un abbraccio forte!!!
e mi raccomando porta il sole con te!!!
e mi raccomando porta il sole con te!!!


Lela67
Numero di messaggi: 123
Età: 45
Località: LUCCA
Occupazione/Hobby: impiegata
Data d'iscrizione: 02.02.11
- Messaggio n°17
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
Te Marina sei una persona spendida piena di vita sono sicura che riuscirai a tirare su anche gli altri nelle situazioni più difficili! Sono fortunati ad averti con loro! QUello che fai è veramente bello ti faccio anch'io un grosso in bocca al lupo! BUSU BUSU BUSU

marina napoleone- Il kenya è la mia vita

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- Messaggio n°18
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
ciao ragazze grazie lela giulia simone annemie jenny....portero ìl sole con me ma questa volta lo terro' stretto stretto nel distretto del meru...niente sole in costa!!

giulia1- MODERATORE


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- Messaggio n°19
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
già il sole lo vediamo poche ore al giorno ( dalle 14 alle 17 circa) se poi ci porti via anche quello
, che facciamo??????
, che facciamo??????
max- Il kenya è la mia vita

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- Messaggio n°20
Re: Kenya Un grosso in bocca al lupo a Marina
Marina " buon divertimento "
Max

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