Parliamoci chiaro: Watamu è un luogo pacifico e gli episodi criminali non sono fortunatamente superiori a quelli che avvengono in qualsiasi città Italiana.
Il problema è che, quando finiscono sui giornali, vengono in qualche modo amplificati, danneggiando l’immagine di una località turistica. Dopo 12 mesi è tempo di bilanci. Fortunatamente positivi.
La WAC (Watamu Contro la Criminalità) ha attualmente 120 iscritti di diverse nazionalità, residenti e non.
Naturalmente, oltre a cercare nuovi iscritti, abbiamo fatto molto di più. Per nostra decisione abbiamo agito in sordina, ma i risultati sono evidenti visto che all’inizio della nostra attività venivano registrati diversi episodi criminosi settimanali e da Novembre ad oggi solo 2 di scarsa entità.
1) Anche se non le vedrete, due auto dell’associazione, in maniera anonima, pattugliano Watamu. A differenza delle varie auto di società private (G4S, Sentry e 911), che fanno molta scena ma pochi effetti, le auto dell’associazione hanno a bordo due poliziotti armati ciascuna, pronti a intervenire in caso di bisogno.
2) Abbiamo dotato la polizia dei mezzi di base per il pronto intervento: usano le nostre radio e i nostri ponti ripetitori. Abbiamo collegato a questa rete sia la G4S che la Sentry. In questo modo il nostro numero di pronto intervento 0726 62 62 62 è al centro dell’attenzione.
3) Diversi meeting hanno avuto luogo nei vari villaggi intorno a Watamu rivolgendosi a gruppi omogenei (Masai, bajaj drivers, gruppi religiosi, etc) con il preciso scopo di diffondere l’iniziativa, ma anche di dimostrare con successo che la sicurezza è un problema intercomunitario. Da queste riunioni abbiamo scoperto che il problema sicurezza è più sentito dai locali che dai muzungu. Molte informazioni sono arrivate dalle diverse comunità ed hanno permesso l’arresto di diversi nuovi gruppi armati. Queste informazioni continuano ad arrivare e alcuni rappresentanti locali fanno ormai parte del gruppo di coordinamento.
4) All’interno della stazione di polizia è stato approntato un recinto per un cane poliziotto. La polizia ha quindi fatto arrivare da Nairobi un istruttore e un cane da fiuto e da guardia (bello e dal nome poco amichevole di “Killer”.) Ormai fa parte in modo permanente della pattuglia che, a bordo delle nostre auto, svolge il lavoro di pattugliamento.
5) Il nostro numero di emergenza è ormai diventato un punto di riferimento per diverse chiamate, che poco hanno a che fare con la criminalità ma, effettivamente, la gente non sa chi altro chiamare.
6) Un importante accordo è stato preso con la Croce Rossa Internazionale, che recentemente è presente a Malindi con due nuovi mezzi modernissimi, dotati di sofisticate apparecchiature e di personale paramedico a bordo. L’accordo prevede l’intervento gratuito nel caso in cui uno dei membri dell’associazione rimanga vittima di episodi criminali.
7) Un’associazione con queste caratteristiche ha fatto parlare di se a Nairobi con il risultato che diversi episodi poco chiari sono stati portati alla luce del sole e risolti. Ora settimanalmente convochiamo una riunione alla quale partecipano il nostro presidente, Patrick O’Keeffe, il comandante della polizia di Watamu, i responsabili di G4S e Sentry. Durante queste vengono discussi nuovi programmi e viene fatto il punto della situazione.
Un nostro incaricato per la sicurezza risponde 24 ore su 24 al numero di pronto intervento.Ma, forse, la cosa più importante è che con una news letter tutti i membri vengono informati di tutti i problemi legati alla sicurezza e che gli stessi partecipano attivamente nel segnalare episodi poco chiari.

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