Da jannis il Ven 22 Apr 2011, 09:54
In Kenya, fino agli anni 70, gran parte dei parchi e riserve, ma soprattutto i terreni privati, erano riserve di caccia. Anni e anni di caccia grossa e soprattutto di bracconaggio hanno sterminato migliaia d’animali e hanno prodotto è un danno abnorme alla fauna e in certi casi come quello dei leoni, ha reso inevitabile il declino della specie.
Per rendersi conto della mattanza, negli anni 70 i numero di elefanti era intorno 170.000 esemplari oggi 35.000, rinoceronti da 20.000 a 610 rinoceronti neri e 240 bianchi, fortunatamente in ripresa, leoni da 10.000 a 1.970, ghepardi da più di 5.000 a 1.163 ecc.
Fortunatamente, Kenya, nel 1977 ha vietato la caccia per tutti i tipi di animali, anche se la pratica del bracconaggio ha continuato a mietere vittime per anni, soprattutto negli anni ottanta, e solo dopo l’istituzione, la crescita e il rafforzamento del KWS e grazie ad un controllo capillare del territorio, ma anche grazie all’aiuto dei privati/locali che hanno istituto e/o convertito le loro terre in aree di riserva e conservazione delle fauna, il fenomeno del bracconaggio è rientrato in termini “normali”.
Si cerca di stabilizzare il numero degli animali, ma la conservazione della fauna, il controllo del territorio e l’eventuale ripopolamento si scontrano con l’imponente crescita della popolazione e la conseguente sottrazione di spazzi vitali, compreso quelli fondamentali delle rotte migratorie, con l’aumento delle mandrie per i pascoli, quelli per l’agricoltura, strade, infrastrutture…….. Ma il fenomeno del conflitto uomo natura, sempre più rovente, è un’altra storia.
Nel 1997 è stata riaperta la caccia, ma solo per gli uccelli e in periodi ben definiti.
Da Giugno a Aprile, piccioni e tortore.
Da Novembre a Marzo, acquatici, anatre oche e beccaccini.
Da Febbraio e Marzo e da Settembre e Ottobre, stanziale; faraone, francolini, yellow neek, pernici e sand grouse.
Tutto l'anno, quaglie.
Chi è interessato comunque alla caccia, si possono organizzare partecipazioni nelle riserve private. In kenya, non è richiesto alcun tipo di porto d’armi, pertanto tutti possono andare a caccia, ma è necessario un permesso locale ed è obbligatorio, per legge, essere accompagnati da un cacciatore professionista. Tutta l’attrezzatura necessaria vien fornita in loco, ma chi decidesse di portare i propri fucili, dovrà denunciarlo, almeno due settimane prima dell’arrivo, dichiarando marca, numero di serie, calibro, come i dati del cacciatore e i del viaggio (volo e luogo di permanenza).Si possono cacciare, a seconda del periodo dell’anno: piccioni, anatre, oche, beccaccini, faraone, pernici, quaglie. Durante la caccia ci si può imbattere in branchi di bufali, elefanti maestosi, leoni, zebre, giraffe, gazzelle, antilopi e altro, ma fortunatamente, per i non cacciatori, non si può sparare.
Da ricordare comunque che in Kenya è severamente proibito il commercio di trofei di caccia, pelli e avorio, che Italia comunque ne vieta l’importazione.