sarò banale, ma inizio parlando di cibo. abbiamo evitato super ristoranti internazionali, abbiamo evitato cibi piccanti, quelli di cui non capivamo la composizione, la verdura cruda e i ristoranti dove si vedeva la cucina (!!!!!!). insomma, per due settimane riso e pollo, pollo e riso. si, va bene, anche ottimo pesce.......
i super gourmet locali (polenta bianca e riso al cocco) non hanno aumentato il posto della cucina locale in classifica. ci siamo però regalati una pasta al ragù a lamu e la pizza (buona!) a watamu.
ma i sogni correvano là: LASAGNA DELLA MAMMA!
igiene: il discorso si fa delicato. talvolta sciacquoni pigri, piatti "ombreggiati", strette di mano controvoglia, tanta monnezza, zero acqua pubblica, ricordi di saponi.......insomma, mi sono spiegato. la nostra bella società di guantini di plastica un po' ci è mancata.
segnalo di passata la difficoltà di parlare inglese a lungo: già noi siamo un po' "the pen is on the table" ma anche loro hanno spesso un accento troppo.....africano.
la difficoltà nell'instaurare un rapporto di confidenza autentica: so di essere su un terreno minato, ma il problema di trovarsi quasi sempre davanti a richieste ed offerte insistenti, ci ha portati ad evitare molti contatti con persone locali.
questi sono appunti tra il serio e lo scherzoso ma, se questo è ciò che ci è mancato, in compenso, il resto c'era tutto!
jambo.

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yuri-cristodaro


Immagina la fatiche abbiamo fatto per farci capire dal costruttore della nostra casa con le telefonate!!! 

