14/09/10
Kenya /Banane fritte che passione!
Cari amici ed amiche, ben sapete che nei nostri supermercati, quando andiamo ad acquistare frutta , non è raro oggi che si sia costretti ad acquistarla piuttosto acerba.
E tocca poi deporla in cestini di vimini ,in veranda o sul balcone, per portarla a maturazione giusta nei giorni successivi.
Io sono ghiotta, in particolare e da sempre, di banane.
Ho dei ricordi infantili legati al sapore delle banane e all'affetto dei miei cari che ,ancora oggi, dopo anni, al solo pensarci mi commuovo.
Ma torniamo alla frutta poco matura e alle banane.
Niente a che vedere purtroppo , ahimé, con le banane della mia infanzia.
Leggendo uno di quei romanzoni , tra l'avventuroso e il romantico,ambientato in Africa, in particolare in Kenya, un giorno ti scopro che la protagonista, una saggia "mama" kenyota, ha in serbo una ricetta speciale per il pranzo della sua famiglia.
E questa ricetta riguarda le mie"adorate" banane.
La donna, non trovando sempre al mercato patate da poter friggere, acquista, o baratta con le vicine ,appunto delle banane verdi, non mature.
Le pulisce della buccia con un coltello ben affilato e le taglia per lungo in sagome sottili, come fossero bastoncini di quelli che troviamo imbustati da sgranocchiare magari davanti alla tv.
In una padella versa la giusta quantità d'olio d'oliva o di arachide, a seconda delle possibilità del momento, che porta alla giusta temperatura.
Chi avesse invece, nelle nostre case moderne,una friggitrice deve portare la temperatura dell'attrezzo almeno a 190 gradi.
In pochi minuti le banane verdi, nella padella, assumono la giusta colorazione e ,subito dopo, sono già quasi pronte per essere collocate nel piatto di portata.
Avendo però avuto l'accortezza di deporle, prima ancora, su di una di quelle carte ben assorbenti e di averle spruzzate di sale.
E voilà... le nostre banane, per la gioia di chi è capace di apprezzarle(io) sono servite!
Un consiglio?
Provate anche voi.Non ve ne pentirete.
Io l'ho sperimentato subito. E, come si dice, mi sono leccata le dita.
Avrete risolto, in parte ,il rebus della frutta acerba, facendola divenire un delizioso contorno, con una trovata originale da grande chef, per lo stupore di parenti e amici.
A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
Scritto il 14/09/10 alle 09:00 |
"LASTAMPA.it"
Kenya /Banane fritte che passione!
Cari amici ed amiche, ben sapete che nei nostri supermercati, quando andiamo ad acquistare frutta , non è raro oggi che si sia costretti ad acquistarla piuttosto acerba.
E tocca poi deporla in cestini di vimini ,in veranda o sul balcone, per portarla a maturazione giusta nei giorni successivi.
Io sono ghiotta, in particolare e da sempre, di banane.
Ho dei ricordi infantili legati al sapore delle banane e all'affetto dei miei cari che ,ancora oggi, dopo anni, al solo pensarci mi commuovo.
Ma torniamo alla frutta poco matura e alle banane.
Niente a che vedere purtroppo , ahimé, con le banane della mia infanzia.
Leggendo uno di quei romanzoni , tra l'avventuroso e il romantico,ambientato in Africa, in particolare in Kenya, un giorno ti scopro che la protagonista, una saggia "mama" kenyota, ha in serbo una ricetta speciale per il pranzo della sua famiglia.
E questa ricetta riguarda le mie"adorate" banane.
La donna, non trovando sempre al mercato patate da poter friggere, acquista, o baratta con le vicine ,appunto delle banane verdi, non mature.
Le pulisce della buccia con un coltello ben affilato e le taglia per lungo in sagome sottili, come fossero bastoncini di quelli che troviamo imbustati da sgranocchiare magari davanti alla tv.
In una padella versa la giusta quantità d'olio d'oliva o di arachide, a seconda delle possibilità del momento, che porta alla giusta temperatura.
Chi avesse invece, nelle nostre case moderne,una friggitrice deve portare la temperatura dell'attrezzo almeno a 190 gradi.
In pochi minuti le banane verdi, nella padella, assumono la giusta colorazione e ,subito dopo, sono già quasi pronte per essere collocate nel piatto di portata.
Avendo però avuto l'accortezza di deporle, prima ancora, su di una di quelle carte ben assorbenti e di averle spruzzate di sale.
E voilà... le nostre banane, per la gioia di chi è capace di apprezzarle(io) sono servite!
Un consiglio?
Provate anche voi.Non ve ne pentirete.
Io l'ho sperimentato subito. E, come si dice, mi sono leccata le dita.
Avrete risolto, in parte ,il rebus della frutta acerba, facendola divenire un delizioso contorno, con una trovata originale da grande chef, per lo stupore di parenti e amici.
A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
Scritto il 14/09/10 alle 09:00 |
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