Da debora il Gio 19 Ago 2010, 12:34
La cucina del Kenya è particolarmente cosmopolita, una tendenza che, a dir la verità, la interessa da sempre, almeno da quanto arrivarono nell’area gli arabi e sbarcarono qui con le loro navi cariche di frutta secca, riso e spezie. La prima zona ad essere influenzata da una moda imperante verso “l’etnico” fu quella costiera swahili ma, nei secoli successivi, tali tipi di preparazione dietro ai fornelli cominciarono ad interessare, piano piano, pure l’interno, con una massiccia presenza di sorgo e miglio con qualche frutto, radice e seme. A partire dal Cinquecento, poi, giunsero pure i portoghesi e i prodotti brasiliani presero o a fare capolino nelle tavole dei locali. Vennero prodotte, quindi, pietanze a base di mais, banane, ananas, peperoncino rosso, pepe, patate dolci e tapioca. L’alimentazione locale fu subito arricchita e, inoltre, nel frattempo, arrivarono dalla Cina e dall’India, limoni, arance e cedri. Cominciò ad essere consumata, infine, pure la carne di maiale.
Non mancarono nel corso degli anni i britannici che importarono nuove razze di bestiame, fra le quali pecore e capre, o vegetali come fragole, asparagi e caffè. Per la costruzione della rete ferroviaria, invece, furono chiamati gli indiani che “donarono” ai kenyoti la conoscenza di curry, chapatis e chutney. Oggi l’elemento dominante in cucina è sicuramente la carne, vitello, pollo, manzo, montone, capra e agnello, ma lo stesso vale pure per i legumi.
Il piatto nazionale è il nyama choma, la carne di capra cotta alla griglia, di solito accompagnata da ugali, una sorta di polenta di mais e matoke, una purea di banane verdi. Le specialità swahili di pesce si trovano lungo la costa con spezie e contorni a base di cocco e influenze tipiche arabe. Si possono così assaggiare la sogliola di Malindi, il tonno e il pesce ventaglio affumicato e via dicendo. Il sukuma wiki è a base di cavoli, l’irio, invece, è una zuppa di piselli e zucca, mente i sambua, sono frittelle triangolari con carne o verdura.
"goolliver"