A 30 km a nord ovest di Malindi si possono ammirare i sorprendenti colori della depressione geologica di Marafa, sopranominata Marafa Hell’s Kitchen o La Cucina del Diavolo, chiamata dai nativi "Nyari" che letteralmente si traduce “Il posto che si rompe da solo”.

Marafa è il luogo più sottostimato e snobbato dell’intera costa, se non di tutta Kenya. Se sei nella zona è come andare in Arizona e non vedere il Grand Canyon! Metti questo fenomeno geologico in qualsiasi altra parte della terra e famiglie e turisti, organizzeranno le vacanze per vederlo e visitarlo, saziando la loro mania dello shopping nei negozi e centri commerciali sorti nelle vicinanze.
Fortunatamente per noi, Marafa NON è circondata da negozi e centri commerciali, ma è una incredibile meraviglia naturale di facile accesso, raggiungibile in un’oretta di macchina da Malindi.
Come per ogni strada in Kenya non ci si deve aspettare autostrade ed è giusto così. Preparatevi a strade dissestate, dal colore rosso tipico della terra keniota, piene di buche e polvere. Il viaggio, anche se non comodissimo, procede velocemente tra boschi di acacie, ananas, manghi e baobab, offrendo una bella panoramica del Kenya rurale con donne che camminano lungo la strada portando sacchi e canestri sulla loro testa, ragazze con bambini nel dorso, uomini in bicicletta che vanno chi sa dove, tutti vestiti con colori sgargianti.
Da Malindi, prendi la strada verso Mambrui ed appena prima di esso, gira a sinistra verso Marafa. 500mt dopo Marafa segui l’indicazione sulla destra per Nyari. Non si raggiunge facilmente con mezzi di trasporto pubblici. Matatu partono da Malindi Road per Marafa solo la mattina (140ksh e 3 ore) e dopo ci vogliono altri 30 minuti a piedi. Dovresti prenotare la sera in uno dei lodge, molto basic, in quanto i matatu partono solo la mattina! (Marafa Hell’s Kitchen Guest House si trova alla fine del villaggio sulla destra e si affaccia alla depressione con camere pulite, letti con rete antizanzare, bagni e toilette comuni e un bel giardino). Molti arrivano con la propria macchina o noleggiata, o organizzati da agenzie locali e beach boys. Se vuoi organizzare la gita tu stesso, con taxi, non spenderai più 1000/1500 scellini. Spenderai altri 250ksh per la visita del sito, a beneficio della locale comunità. Viene offerta anche una passeggiata, con guide che si aspettano in cambio 200/300ksh, ma la passeggiata è veramente straordinaria.
Inizialmente si può ammirare il canyon dall’alto ed in un secondo momento si scende per entrare direttamente in esso, passeggiando tra queste strutture naturali immense. In questo modo si hanno due punti di vista diversi, opposti ed entrambi strepitosi.
Dall’alto si vedono valli, gole, burroni e depressioni incredibili e profondissime. Dal basso, immergendosi in esso ecco che svettano le colonne e le pareti che appaiono altissime ed imponenti. I colori sono magici: rosso, rossastro, arancione, ruggine, marrone, oro. Tutto brilla e cambia! I toni variano con la luce ed al tramonto stupiscono! È l’ora
migliore per visitarlo. Non abbiate fretta. Godetevi il paesaggio e meravigliatevi di come i colori cambiano, di come ombre e luci sembrano rincorrersi.
Con il tramonto il sole sembra cadere nel canyon, la sua calda luce sembra fondersi e perdersi con la terra., tutto diventa rosso, rovente e la roccia stessa sembra prender fuoco. Il paesaggio è quasi lunare. Un panorama che toglie il respiro e la parola! Ovunque c’è solo silenzio, calore e un rosso intenso.

La leggenda narra che la depressione di Marafa è stata formata tempo indietro dalla colera di Dio contro una famiglia locale, che talmente ricca che facevano il bagno nel latte delle loro mucche. Dio, era talmente infuriato da questa condotta eccessiva, che gli punì aprendo una voragine nel suolo che è quella che noi oggi vediamo nella depressione di Marafa. La depressione diffida dal vivere eccessivo tra le bianche e rosse rocce (latte e sangue) che si ergono in questo magnifico e surreale paesaggio. La spiegazione geologica di questa stupefacente formazione rocciosa è che la ragione e fatta di un giacimento di varie rocce, alcune dure, altre morbide. Le rocce di arenaria sono state erose più velocemente dalle altre dure che riaffiorano del terreno. Con il variare delle rocce che riaffiorano, alcune hanno tre distinti colori nella stessa roccia (rosso - ferro, giallo - ocra e bianco – calcare). È il sogno degli appassionati delle rocce.
Molti geologi lo ritengono un esempio unico di depressione geologica causata dai soli fenomeni atmosferici. Il canyon si trasforma in continuazione, il processo di erosione non è certo concluso.
Forse con il tempo si rovinerà.
Se decidi di fare una visita da queste parti non c’è solo Hell’s Kitchen, ma si può combinare con una visita alla foresta Arabuko-Sokote, attraversando il fiume Galana/Sabaki. Nella zona, peraltro ricchissima di fauna, si trovano anche immense piantagioni di ananas: puoi tranquillamente fermarti in una di queste e chiedere ai contadini di fartele visitare. E’ molto interessante, e alla fine puoi anche saziarti con dei frutti freschi appena colti. E vi assicuro che le ananas del Kenya, appena colte, sono letteralmente un’altra cosa rispetto a quelle che vengono importate dalle nostre parti.
Ultima modifica di jannis il Mar 24 Ago 2010, 14:19, modificato 1 volta (Ragione : Sostituite foto)

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