
ALLA RICERCA DI UN POSTO CALDO NON TROPPO LONTANO DALL’ITALIA
Un bel giorno come in un film o romanzo di “evasione” mi son detta: “Basta. Ora trovo il modo di viaggiare senza spendere, anzi guadagnando”.
La mia ricerca è partita da casa, tramite internet.
Ho redatto un curriculum con tutte le mie esperienze professionali ed ho iniziato a mandarlo alle aziende che si occupavano di turismo.
Così sono volata in Turchia nel ruolo di responsabile di Mini Club per un notissimo Tour Operator, poi sono stata un lungo periodo in Egitto sul Mar Rosso diventando coordinatrice di Mini Club per famosi Hotels.
In questi posti ho conosciuto miei connazionali contenti di aver fatto la mia stessa scelta, ma soprattutto ho stretto profonde amicizie con gente di etnie diverse che mi hanno dimostrato un tale affetto da farmi sentire come in una grande famiglia.
In modo particolare le persone dell’est europeo, hanno un carattere aperto, umile e diretto.
Poi il lavoro, ora come capo Animazione o assistente di Viaggio o Guest Relation Manager mi ha portato in nuovi paesi.
Ad ogni nuova partenza era come rinascere, il passato recente con le sue persone diventava di colpo remoto. E quella eccitazione, durante ogni viaggio in aereo, per il nuovo che mi veniva incontro. Con i suoi luoghi sconosciuti, i sapori, i nuovi colleghi di lavoro, nuovi affetti e amori, la mia nuova casa e le inevitabili esperienze che mi avrebbero resa più ricca.
Ho vissuto in Spagna a Ibiza. Troppo mondana e godereccia per viverci da adulti. Troppe discoteche, e ragazzi giovani che ti fan sentire vecchio.
Formentera, l’ho sempre amata ma è un’isola viva solo d’estate come una calendula che fiorisce da maggio ad ottobre. Formentera in autunno viene chiusa e impacchettata e si scarta solo con la nuova primavera.
In Grecia sarei rimasta ma, solito inconveniente, dei freddi mesi invernali che ho deciso di eliminare dal calendario della mia vita.
Sarà che all’età di un anno mi hanno portato a vivere in Brasile dove stavo sempre mezza nuda e scalza e sono stata così profondamente influenzata dalla magia, dall’allegria, dalla musica e dalla verde e rigogliosa natura di questo paese che ho sempre odiato l’inverno.
Sento il freddo molto di più di una qualsiasi persona normale. Mi ammalo solo vedendo piovere.
L’umidità fredda mi fa venire terribili emicranie. I vestiti pesanti, le calze e gli stivali mi fanno sentire impacciata. Sono allergica ai collant e a certe fibre di lana.
L’africa mi ha sempre incuriosito per il suo famoso e misterioso “Male” che ti afferra per una caviglia e non ti molla più.
Ero sicura che ne sarei rimasta contagiata immediatamente.
Perché in passato ho contratto il “mal d’India” e non ne son mai guarita.
Due immensi continenti con un’identità culturale millenaria così profonda e forte che è impossibile rimanerne distaccati e indifferenti.
Sarei andata in Africa quando nessun legame avrebbe potuto riportarmi indietro.
Non è stato facile superare le paure. Quelle reali che mi mettevano gli amici che ci erano stati e ne erano scappati per i recenti conflitti politici.
Mi raccontavano di polizia corrotta che mette per un nonnulla gli italiani in galere putride senza dar loro ne acqua né cibo solo per estorcergli denaro.
Le Febbri Gialle, l’epatite, la diarrea del viaggiatore, l’Aids e soprattutto la piaga della Malaria.
Le rapine e i frequenti incidenti mortali sulla strada Nairobi-Mombasa e Mombasa-Malindi.
Difficile vincere anche I timori ancestrali verso questo Continente Oscuro, grande più di 30 milioni di km quadrati, il doppio dell’America del Sud.
Chiamato appunto “Nero” per la vastità delle sue foreste nella zona centrale. Questa antichissima foresta, umida, silenziosa, misteriosa e compatta che occupa una superficie pari a tutta l’America settentrionale è lì da milioni di anni. Una parte lunga migliaia di kilometri ancora oggi non è stata mai esplorata.
E cosi’ ora sono a Malindi.



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yuri-cristodaro


..senza per forza fare cio' che gli altri si aspettano da te...