-----per capire cosa è la malaria , come si sviluppa , come si trasmette e come potrebbe essere curata con pochi soldi . Il costo molto basso di questo preparato fa si che ne venga ostacolata la sua diffusione . Tesi sponsorizzata soprattutto dalle grosse multinazionali che producono i farmaci denominati "kit malaria" che voi conoscete bene ------
---- ci sono delle suore in Tanzania che la producono e la usano , se qualcuno avesse la voglia di unirsi a me in questo proetto potrei anche riprenderlo in mano e crecare di portarlo a termine ---- adesso ho qualche conoscenza in più di tre anni fa e penso di riuscire a fsrla fruttare . ------
ci vogliono max 5 minuti a leggere il testo , però è interessante credetemi .
Malaria, flagello di troppi
“Vergogna dell’occidente”
del Dott. Samorindo Peci
Noi abitanti dei paesi ricchi ci ricordiamo della malaria soltanto quando dobbiamo partire per una meta esotica o quando leggiamo che ne è stato colpito qualche turista e dimentichiamo che:
• in Africa ogni 30 secondi un bambino muore di malaria
• nel mondo la malaria miete ogni anno due milioni di vittime, in Africa è la prima causa di morte.
• Il 90% dei casi si verifica nell'Africa sub-sahariana
• 300-500 milioni di individui vengono colpiti oggni anno dalla malaria nel mondo intero
• 2,4 milioni di persone (il 40 % della popolazione mondiale) vive in paesi a rischio
malaria.
Purtroppo nonostante i progressi medico-scientifici, questa malattia è in continuo aumento,facendo rilevare negli ultimi 25 anni un aumento del 40% perchè sta emergendo una resistenza ai farmaci contro la malaria che si diffonde più velocemente di quanto possano essere sviluppate nuove medicine.
CHE COS'È LA MALARIA
La malaria è una malattia febbrile ed acuta, diffusa dal morso della zanzara Anophele femmina che è stata
infettata dal parassita malarico. E' una infezione, dovuta a un protozoo, trasmessa agli esseri umani attraverso la puntura delle zanzare di solito tra il tramonto e l'alba.
La malaria umana è causata da quattro specie diverse di parassita che prendono il nome collettivo di Plasmodium:
P.Falciparum,
P. Vivax,
P. Ovale,
P. Malariae.
Il parassita della malaria non è un batterio e non è un virus.
È una forma di vita di unicellulare sofisticato come le cellule dei nostri corpi. È l'opposto delle nostre celle immunitarie: passando da persona a persona tramite le punture delle zanzare il parassita assume un "travestimento" diverso ad ogni infezione, evitando il sistema immunitario della vittima e molte delle precedenti esperienze malariche che questa può aversubito. In breve, il parassita ha perfezionato il trucco, in milioni di anni e trilioni di infezioni, di tendere imboscate tutte le volte, come se fosse il primo attacco, per questo è difficile trovare un vaccino.
Non tutti quelli che vengono infettati dal parassita si ammalano, alcuni sono portatori sani. Una zanzara può succhiare sangue da un portatore sano, ed alcune settimane più tardi, emettere il parassita in un'altra persona che può essere più vulnerabile.
Il parassita incuba nel fegato, poi entra in circolazione nel
sangue, dove invade i globuli rossi e comincia a replicarsi,
provocando la malattia e provocando delle ricadute.
La febbre è il primo sintomo, è ciclica come i parassiti che
distruggono un gruppo di cellule del sangue sempre in
maggior numero rispetto al ciclo precedente, può arrivare fino a 41°C . Dopo diverse ore la febbre crolla e insorgono i brividi. Questo ciclo si ripete e dura da due a quattro giorni a seconda del tipo di plasmodio. I sintomi comuni a tutte le forme di malaria sono: brividi, febbre I; cefalea violenta, dolori muscolari, splenomegalia (ipertrofia della milza), anemia. Il tipico attacco prevede uno "stadio freddo " (20- 60 min.), con brividi violenti, seguito dallo "stadio caldo" con febbre fino ai 42°C che dura 3 / 8 ore e infine uno "stadio di sudorazione" con interruzione improvvisa della febbre.
Poiché ad ogni ciclo corrisponde un accesso febbrile,
insorge una febbre intermittente ogni tre o quattro giorni.
Un aiuto dalla Natura?
Quest’anno la Fondazione Medici per l’Africa (FIMA) di cui è presidente onorario Mons.
Ersilio Tonini che è anche fra i benemeriti dell’Associazione Fondazione Ricercatori per la
Vita onlus, ha messo a punto un progetto molto interessante che punta alla coltivazione
dell’Artemisia Annua nelle zone a rischio malaria.
L'isolamento della molecola purificata di Artemisinina dalla pianta medicinale cinese
Artemisia annua e l'utilizzo dei suoi derivati semi-sintetici risalgono agli anni ’70.
Attualmente, le medicine derivate da artemisinina sono anche disponibile nelle grandi città africane. Nelle città come Kampala (Uganda), Nairobi (Kenia), il prezzo di vendita di queste medicine varia però da 10 a 15 dollari ed è inaccessibile alla maggioranza della popolazione. L’uso del tè invece sarebbe praticamente a costo zero. A questo scopo si è
analizzato il tasso di artemisinina contenuto nelle foglie intere e si è scoperto che nelle foglie esistono diversi altri principi attivi che contribuiscono a rendere più efficace questa
forma di assunzione piuttosto che le compresse a base di sola artemisinina.
Per avere effetti positivi la persona deve bere un litro di té di artemisia al giorno, non
certamente una dose eccessiva.
Il progetto pilota della FIMA parte dal Burundi, paese in cui si cercherà di coltivare
l’Artemisia, studiandone poi l’impiego fitoterapico migliore al fine di insegnare alla popolazione locale come coltivarla e utilizzarla. Altri progetti sono in corso in altri stati come il Congo (vedi box).
Il vantaggio di questa operazione è che gli africani non saranno costretti ad assumere un principio attivo sotto forma di farmaco, ma saranno in grado di farsi carico del loro stato di salute, bevendo regolarmente un semplice infuso, fatto con la pianta che essi stessi hanno coltivato.
La semplicità di assunzione va incontro alle abitudini delle popolazioni locali, poco inclini
all’uso dei farmaci tradizionali, e usi piuttosto a trarre dalla terra tutto ciò che contribuisce
alla loro salute, come insegnano le medicine tradizionali, che impiegano centinaia di erbe
autoctone, da noi quasi totalmente sconosciute.
Con progetti di questo tipo, rispettosi dei costumi locali e dell’ambiente, si ottiene un effetto
di enorme importanza morale: si crea una nuova cultura della salute, basata sulla
responsabilizzazione degli individui, l’azione finalizzata e l’indipendenza dalle, spesso false, liberalità di terzi, spesso più interessati ad incrementare i fatturati che ad educare le persone.
Studio sulla cura della malaria con tè di artemisia
In questo documento riassumiamo i risultati delle esperienze fatte in tre centri nella
Repubblica Democratica del Congo (dove la malaria è endemica) dall’equipe di Anamed, un’associazione tedesca che punta allo sviluppo delle medicine naturali ai tropici, coordinata dai Dott. Hirt e Lindsey.
Risultati ottenuti
Nebobongo
La sperimentazione è stata effettuata sotto il controllo dei medici dell'ospedale locale.Dei
48 pazienti seguiti, che presentavano una parassitemia positiva al Plasmodio falciparum,
44 (= 92%) sono guariti dalla malaria dopo 5 giorni di trattamento con la tisana, presentando un sangue completamente liberato da parassiti. I pazienti non hanno presentato effetti collaterali ragguardevoli e nessuno ha avuto una ricaduta di malaria.
Lwiro, Bukavu 91 azienti sono stati trattati col tè di Artemisia Annua per 5 giorni al Centro Sanitario
Talkis, sotto il controllo di un biologo. Seguendo il trattamento, il parassita è scomparso dal sangue di 86 pazienti (= 95%). In questa regione dove la malaria è endemica, il 50% dei pazienti ha accusato una re-infezione dopo 4 mesi.
Kinshasa
21 pazienti sono stati curati, per 7 giorni, con la tisana di Artemisia, nel centro sanitario della Croce Rossa e 20 di loro sono guariti completamente con scomparsa totale dei segni
clinici di malattia.
Discussione
Le osservazioni fatte nei tre centri sanitari nella Repubblica Democratica del Congo provano l'efficacia della tisana di Artemisia annua per il trattamento della malaria. I dati di questo lavoro mostrano una guarigione totale di oltre il 90% dei pazienti, se si prende in considerazione come criterio di giudizio l'assenza delle forme asessuate di plasmodio
all'ultimo giorno di trattamento. Gli effetti secondari sono stati giudicati trascurabili dalla
grande maggioranza dei pazienti. I soggetti trattati erano autoctoni, dunque soggetti semiimmuni.
I risultati positivi ottenuti da questo studio costituiscono una nuova alternativa accanto alla
clorochina o al chinino.
Nell'insieme, i risultati di ciascuno di questi tre centri provano l'efficacia della tisana di
Artemisia. Nelle regioni più impervie, in cui l'approvvigionamento di medicine anti-malaria
è assolutamente impossibile, questo trattamento avrebbe una grande importanza, se l'Artemisia potesse anche essere coltivata localmente.
È importante considerare che la tisana di Artemisia non è una nuova scoperta, essa è stata largamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese contro la malaria e il pericolodi effetti collaterali indesiderati è più trascurabile che con la nuova medicina di sintesi. C’è chi obietta che monitorare il dosaggio nell’assunzione della tisana risulta difficoltoso, ma le difficoltà di coltivazione dell'Artemisia annua e il gusto fortemente amaro della tisana assicurano che non ci saranno abusi nell'impiego di questa pianta. La decisione sulle
possibilità di estendere la coltura di Artemisia annua in un paese determinato deve essere
riservata alle autorità nazionali. L'analisi di alcuni fattori, come da un lato l'efficacia
d'azione e dall'altro i rischi d'utilizzo, costituisce una tappa importante nel cammino verso
l'indipendenza dinanzi alle industrie farmaceutiche multinazionali, la libertà d'espressione per la promozione della salute e per più democrazia nel settore sanitario. Considerati i dati di mortalità da malaria, occorre essere pragmatici e rapidi.
Proporrò un progetto simile nell’ospedale che sta per essere realizzato in Namibia dai Ricercatori per la Vita per sviluppare una rigorosa informazione in tal senso.
Dott. Samorindo Peci